“Il nostro nuovo album – Homage – è un ringraziamento non scritto con le parole, ma con la musica. Un omaggio ai grandiosi vocalist e ai grandiosi brani con cui siamo cresciuti. Un ringraziamento a tutti coloro che ci seguono negli anni... Keep it Real and Keep On Rockin!” Con queste parole i Tesla hanno annunciato il loro disco in uscita il 17 luglio 2026.
Homage è il tributo dei Tesla alla musica che hanno ascoltato sin dagli esordi con particolare attenzione ai vocalist e, come dicono loro: “il disco non è solo un omaggio a vere e proprie leggende, ma ha offerto la possibilità al nostro vocalist di interpretarli, e a tutti noi di tuffarci nella musica con cui imparavamo a suonare molti, molti anni fa...”
Nel disco, in uscita il 17 luglio 2026 su Frontiers Records, i Tesla omaggiano Queen (Spread Your Wings), Temptation (I Wish It Would Rain), Supertramp (Give A Little Bit), Elvis Presley (If I Can Dream), Lynyrd Skynyrd (The Ballad Of Curtis Loew), e anche James Brown (I Got You), oltre che Hank William Sr (Mind Your Own Business), giusto per citare una manciata di perle, mettendo insieme una tracklist di 14 brani
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che, come hanno detto loro, è un ringraziamento non scritto con le parole, ma con la musica. Non è la prima volta che lo fanno (nel 2007 erano usciti i due volumi di Real To Real) ma evidentemente il legame con certi brani e la voglia di interpretarli, i Tesla non possono reciderli.
La storia dei Tesla inizia a Sacramento (California), quando nel 1981 Brian Wheat (basso) e Frank Hannon (chitarra), decidono di mettere in piedi una hard rock band: si chiamano City Kidd, ma ben presto cambiano il nome in Tesla. Nel 1984 si aggiungono Jeff Keith (voce), Tommy Skeoch (chitarra) e Troy Lucchetta (batteria) e il quintetto è pronto a macinare.
I Tesla debuttano nel 1986 con Mechanical Resonance, il quale finisce ai piani alti delle classifiche rock e si guadagna il Platino. Nel 1989 è la volta di The Great Radio Controversy che la stampa definisce “glam metal da suonare dentro la cabina di un trattore bluesy, con una camicia di jeans addosso”; l’album finisce in rotazione radiofonica e successivamente si guadagna il doppio Platino. Riconoscimenti e Platino anche per il successivo Psychotic Supper (1991); classifiche e certificazione Gold per il successivo Bust A Nut (1994), poi un break di sei anni per via di Skeoch in riabilitazione.
Into The Now (2004) è l’album della nuova partenza, mentre il 2008 è l’anno dell’hard rock di Forever More (2008) e dell’ingresso di Dave Rude (chitarra) che prende il posto di Skeoch; seguono Simplicity (2014) e Shock (2019), l’album prodotto da Phil Collen (Def Leppard), l’ultimo con Troy Lucchetta dietro ai tamburi. Tra due mesi uscirà Homage ed è Steve Brown a essersi seduto sullo sgabello dei Tesla.
Dave Rude (guitar) – Steve Brown (drum, percussion) – Jeff Keith (vocal) – Brian Wheat (bass, key, piano) – Frank Hannon (guitar, key, piano, organ)
56 anni, di stanza a Sacramento (California), Steve Brown è il fratello minore di Mick Brown dei Dokken, anch’egli batterista, dal quale ha imparato i primi rudimenti. Nel percorso di Steve Brown ci sono Fat Bulldog 50, Jet Red, Slow Lorries, The End Machine, Oleander, poi nel 2021 fa il suo ingresso nei Tesla.
Pocket & Power è la definizione che viene data spesso allo stile di Steve Brown: groove dritto, colpi solidi su rullante e cassa, poco fronzoli e tanto feel. Qualcosa che si rifà parecchio alla scuola di Tommy Lee e Mick Brown... che non a caso è suo fratello e il suo mentore della prima ora.
Ciao Steve, siamo qui per parlare di Homage, l’album in cui i Tesla interpretano 14 brani celebri: come siete arrivati a selezionarli? Abbiamo cominciato a lavorare su Homage pensando a dei brani che fossero prima di tutto un tributo ai vocalist, quindi, al fatto che Jeff [Keith] potesse sentirsi a suo agio. Lui ne aveva già qualcuno in mente ed abbiamo cominciato subito a registrare, poi via via ciascuno di noi ha pensato agli altri brani: in pratica, la tracklist è nata in studio di registrazione, tra il 2020 e il 2025, non appena ci ritagliavamo del tempo tra i vari live. In pratica, è tato un processo che si è concretizzato lentamente nel corso del tempo.
Che genere di approccio e di intenti avete scelto per affrontare quei brani? Non importava che i brani non fossero firmati da noi, la cosa importante era mantenere la matrice della band. Quindi, farli suonare come fossero brani dei Tesla. Per quanto mi riguarda, in certi casi mi sono attenuto al drumming degli originali, mentre in altri mi sono mosso in maniera diversa, sempre pensando a non ostacolare il playing della band. Insomma, era la firma Tesla a dover fuoriuscire.
Nel 2007 avevate pubblicato Real To Reel, due volumi in cui esploravate già brani celebri: cosa avete fatto di diverso con il nuovo Homage? All’epoca io non c’ero, ma era Troy Luccketta dietro ai tamburi, tuttavia, penso che l’approccio sia stato più o meno lo stesso. Siamo tutti musicisti che, diciamocelo chiaramente, hanno imparato a suonare sulla musica di altri, quindi, in pratica, facendo delle cover. Lo considero un modo molto divertente per prendersi un momento di break dalla propria musica e omaggiare i musicisti che rispettiamo, con i quali siamo cresciuti, e ci hanno aiutato a maturare musicalmente.
Nell’album c’è però un brano inedito, Never Alone, com’è nato? Questo pezzo è venuto fuori nello studio di New York in cui stavamo registrando. Mi sembra che sia stato Brian [Wheat] a dare l’input di quel brano, che poi abbiamo sviluppato tutti assieme. Infine, Jeff [Keith] ha creato il testo ed il pezzo si è completato.
Ma c’è un brano della tracklist che preferisci? Questa è una domanda top... wow! Non è semplice sceglierne uno solo, ma posso dirti I Love You della Climax Blues Band.
C’è da scommettere che Spread Your Wings dei Queen sia stato uno dei brani più divertenti da reinterpretare, è così? Assolutamente sì. Siamo dei veri fans dei Queen e del resto chi non lo è? Eravamo a Columbus (Ohio) in un day-off del nostro tour: Mi porto sempre dietro il mio drumkit elettronico, quindi la maggior parte delle ritmiche sono nate nella stanza dell’albergo. Successivamente ne abbiamo elaborato la struttura e poi abbiamo registrato in studio. Ritengo che abbiamo fatto tutti un ottimo lavoro ottimo... questo brano suona grandioso!
Avete anche deciso di affrontare If I Can Dream di Elvis Presley, com’è andata? Adoro Elvis Presley e suonare questo pezzo è stato davvero divertente. Tra l’altro, anche l’idea di questo pezzo è nata nell’hotel di cui ti dicevo. Ovviamente quando fai una cover di un mito come Elvis, devi avere interiorizzato nel profondo la sua musica come nel mio caso. Non avevo mai registrato prima brani di Elvis, quindi per me è stata un’esperienza grandiosa ed entusiasmante.
Anche i Creedence Clearwater Revival sono nella tracklist, precisamente, con Have You Ever Seen The Rain: è la voce di John Fogerty ad avervi tentato? I pezzi dei Creedence sono grandiosi e la voce di John Fogerty è molto rock, molto scratchy. Jeff [Keith] si trova a suo agio con quei registri... anzi, devo dire che ha dato davvero il suo meglio!
C’è stato un brano che ti ha impegnato particolarmente? I Got You di James Brown. D’altronde, ogni batterista si trovi davanti a un pezzo di James Brown, sa che deve stare con i piedi per terra e gli occhi ben puntati sul suo drumkit! [ride] Io l’ho fatto, mi sono tolto l’ansia da torno, e alla fine ritengo di aver fatto un buon lavoro.
Steve, domanda inevitabile, che genere di equipment hai utilizzato per registrare le cover del disco? Fammi concentrare... Di base ho utilizzato la mia DW Collector’s in acero: cassa 22”x18”, rack tom 10”x8” e 12”x 9”, floor 16”x16” e 18”x16” e rullante 14”x6,5” in metallo, sempre accordato alto e cracky! Pedali 9000 Series. Piatti Sabian, tra cui un hi-hat da 14” HHX Evolution, un paio di crash 18” o 20” AAX X-Plosion, un ride 22” AAX Metal ed un china 19” HHX X-treme. Per alcuni brani, anche uno splash 10” montato sopra al ride. Spero di essere stato preciso con tutte le denominazioni...
Un’ulteriore domanda di rito, Steve: quando hai deciso di diventare un batterista professionista? Ci sono stati almeno un paio di momenti in cui l’ho capito. Uno è stato il primo e omonimo album dei Boston (1976). Avrò avuto all’incirca sei anni e ha avuto un enorme impatto su di me. Un disco favoloso! Poi mio fratello, che ha 14 anni più di me, è stato una grande ispirazione. Lui è il batterista dei Dokken. Quando avevo 12 anni ed era uscito il loro primo disco, avevo visto mio fratello sul palco con la band davanti a oltre 20.000 persone e lì il gioco era fatto. A quel punto, anch’io volevo diventare un batterista.
Il batterista che preferivi in assoluto da ragazzino? Come ti dicevo, mio fratello Mick. Pensa che non mi ha visto suonare fino ai miei 25 anni circa, è buffo... oltretutto il nostro stile è davvero molto simile. all’incirca 25 anni ma è sorprendente constatare quanto io e Mick suoniamo in modo simile. Con l’andare del tempo ho adorato Vinnie Appice (R.J. Dio band) e numerosi altri noti batteristi rock; poi ho avuto la fase prog e mi sono innamorato di Emerson Lake & Palmer e quindi dei Rush con il fantastico Neil Peart. Tuttavia, come ti dicevo, sono stati parecchi i batteristi che mi hanno affascinato.
Shock è l’ultimo album di inediti dei Tesla e risale al 2019: c’è un capitolo nuovo all’orizzonte? Non so dire al momento. Ci sono un sacco di cose da considerare: mettere in piedi brani nuovi anzitutto, e dedicare un sacco di tempo alla registrazione, distogliendoci dall’attività live che, per dirla tutta, è la fonte dei nostri guadagni. Tuttavia, mai dire mai.
Magari pubblicare dei singoli nel corso del tempo? E’ proprio quello che stiamo facendo! Da quando sono entrato nella band ne abbiamo già pubblicati alcuni, All About Love, Time To Rock e un altro paio di cui ora non ricordo il titolo. In tutti i casi, posso dire che ciascuno di noi amerebbe fare un nuovo disco. Aspettiamo, il tempo ci darà delle risposte.
Homage – tracklist 1. Never Alone (Tesla band) – 2. Bring It On Home (Sam Cooke, cover) – 3. Spread Your Wings (Queen, cover) – 4. I Wish It Would Rain (The Temptations, cover) – 5. Night Moves (Bob Seger, cover) – 6. If I Can Dream (Elvis Presley, cover) – 7. Come And Get It (Badfinger, cover) – 8. I Got You (James Brown, cover) – 9. Give A Little Bit (Supertramp, cover) – 10. I Love You (Climax Blues Band, cover) – 11. The Ballad Of Curtis Loew (Lynyrd Skynyrd, cover) – 12. Have You Ever Seen The Rain (Creedence Clearwater Revival, cover) – 13. I'd Rather Go Blind (Etta James, cover) – 14. Mind Your Own Business (Hank Williams Sr, cover)