Drum Club n.3 2018  Giugno


In questo numero:
Drum club torna in edicola con una copertina nuova di zecca, capeggiata questa volta da Nick D'Virgilio, il quale è stsato intervistato dalla nostra Patrizia Marinelli riguardo al nuovo album degli Spock's Beard ed a tutti i progetti che lo vedono coinvolto. All'interno della rivista trovate anche: Ralph Rolle, Mick Pointer, Ian Paice, Enzo Bacino, Luciano Galloni, Alessandro Deidda, Drum Art, Istanbul Agop, Tama Club Jam.




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disco in vetrina

Graveyard

Uscito soltanto pochi giorni fa per Nuclear Blast, Peace rappresenta il nuovo capitolo discografico della storia dei Graveyard, band che nel corso di cinque album è riuscita a dar vita a una parabola evolutiva di grande pregio e forza, approdando a questo 2018 con la rinnovata veste di una formula musicale ormai ben consolidata. Nati attorno al 2006 come trio, nel corso degli anni i Graveyard hanno cambiato notevolmente il proprio stile ed il proprio organico, andando fin dall’inizio ad ampliarlo con l’aggiunta di una chitarra (e di una seconda voce), e pertanto creando spazio perché architetture sonore più vaste ed  ...continua a leggerlo sulla rivista!

interviste

Mick Pointer

L’avventura con i Marillion con i quali incise l’ep Market Square Heroes ed il clamoroso debut album Script For a Jester’s Tears (1983), per Mick Pointer durò molto poco. Infatti, prima che la storica band neo-progressive si inserisse a pieno titolo nel mainstream e divenisse celebre nel mondo, il batterista inglese fu sostituito con il più blasonato Ian Mosley, proveniente dalla Steve Hackett Band. Una sostituzione che segnò in modo pesante la carriera di Mick Pointer, con strascichi legali avvenuti anni dopo, quando mise in piedi una band per celebrare il 25esimo della pubblicazione di Script For a Jester’s  ...continua a leggerlo sulla rivista!

news

SteelDrum rullanti in metallo

Nata nel 2009 a Gravellona Toce (Vb), Steel Drum è una piccola realtà artigianale specializzata nella progettazione e realizzazione di rullanti in metallo: più precisamente, in acciaio (Stainless Steel), rame (Copper), ottone (Brass), alluminio (Aluminium) e ferro (Iron). Tamburi che intendono porsi come il fiore all’occhiello di questa azienda che adotta peraltro materiali di alta qualità e certificati. Insomma, Steel Drum è divenuto ormai un riferimento italiano del segmento cui si riferisce. “I metalli, oltre alla grande resistenza nel tempo, sono materiali ricchi di frequenze alte e, contrariamente a quel che si può pensare, anche di basse. Ricchi di armonici, con una  ...continua a leggerlo sulla rivista!

raggi X

DrumArt DA-1465AL-TX rullante in metallo

“La costante ricerca dell’eccellenza associata all’innovazione tecnologica, fa sì che ogni batterista possa contare su strumenti di qualità, fuori dall’ordinario… Ogni musicista è straordinario!” Con queste parole DrumArt, il valente marchio tutto italiano, accoglie i batteristi che entrano nel sito… DrumArt nasce nel 2004 ad opera di Silvano Biancucci, esperto artigiano ebanista spinto dalla passione per la musica e gli strumenti a percussione. Il primo prototipo di rullante riceve il plauso di prestigiosi musicisti ed orchestre e da lì prendono vita relazioni professionali importanti, tra cui quella con l’Orchestra del Teatro Alla Scala di Milano e con numerosi batteristi nazionali ed  ...continua a leggerlo sulla rivista!

recensioni

Hangarvain

Alla domanda “chi sono gli Hangarvain?”, qualcuno di voi lettori non saprà dare una risposta. Provate allora a chiederlo agli irriducibili rockettari che negli ultimi quattro anni hanno appoggiato le braccia alle transenne sotto i palchi di festival e locali di tutta Europa, e forse vi risponderanno che sono uno dei migliori gruppi live che l’Italia abbia partorito nell’ultimo lustro! La band campana, di rado comparsa su riviste di settore, ha costruito la sua fama e un fervente gruppo di seguaci singolo dopo singolo, live dopo live, assolo dopo assolo. Parliamo di concerti incredibili, all’insegna di scariche elettriche di pura  ...continua a leggerlo sulla rivista!

vintage

Arbiter Autotune Drums

Un giorno Ivor Arbiter, riferendosi ai suoi tamburi Autotune disse: “In futuro tutte le batterie verranno costruite così!” Ma le cose andarono diversamente... I tamburi Autotune che il britannico Ivor Arbiter riuscì a disegnare, brevettare e costruire negli anni Settanta, erano estremamente innovativi ma... decisamente brutti da vedere! In finitura bianca, parevano dei boiler per l’acqua calda e questo per via del fatto che erano privi dei blocchetti tiranti necessari per accordare le pelli. Come mai? Perché il sistema di accordatura di quei tamburi era unico e particolare. MARMELLATA Un mattino, facendo colazione in un hotel, Ivor Arbiter richiuse il vasetto  ...continua a leggerlo sulla rivista!

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